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Anziani, conferenza sul Par: “Dalla Regione nessun arretramento”
Quasi azzerate le risorse statali per il welfare. "Ciascuno faccia la propria parte per continuare a garantire qualità e universalità"

Bologna, 20 gennaio 2012 - “I tagli pesantissimi degli ultimi 3 anni hanno quasi azzerato le risorse nazionali per il welfare. I fondi statali sono passati dai 2 miliardi 520 milioni di euro del 2008 ai 350 milioni del 2011. In questo contesto è necessario che ognuno faccia la propria parte, la Regione, gli Enti locali, i Sindacati, il terzo settore, il privato no profit e profit, in un quadro di regole forte, tale da continuare a garantire l’universalità e la qualità dei servizi e una risposta all’altezza delle nuove e crescenti domande.”

Lo ha detto oggi a Bologna il sottosegretario alla presidenza Alfredo Bertelli, aprendo i lavori della quarta Conferenza sul Par, il Piano di azione regionale per gli anziani. ”In questo contesto la Regione ha fatto e continuerà a fare la propria parte, senza alcun arretramento. Stanziando anche nel bilancio 2012 150 milioni di euro aggiuntivi per migliorare e ampliare i servizi sanitari e intervenendo con risorse proprie per continuare a garantire il Fondo regionale per la non autosufficienza, a fronte dell’azzeramento delle risorse statali.”

Partito nel 2007, il Par è stato concepito come un nuovo strumento d’approccio intersettoriale, capace di aiutare tutti gli attori istituzionali, le organizzazioni sindacali e del terzo settore, a comprendere meglio le politiche pubbliche e del privato sociale verso la terza età, per garantire a tutti la fruizione dei diritti nelle diverse fasi della vita e realizzare l’obiettivo di “una società per tutte le età”.

“Di fronte alla forti difficoltà finanziarie in cui ci stiamo muovendo – ha sottolineato nel corso di una tavola rotondo su “Nuovo welfare, un futuro da costruire” l’assessore regionale alle attività produttive Giancarlo Muzzarelli occorre lavorare individuando ancora di più rispetto al passato delle priorità per utilizzare al meglio le risorse, tenendo tuttavia sempre presente che economia, società e ambiente non sono realtà separate e in contrapposizione e che il welfare è uno straordinario elemento di sviluppo economico e di crescita, come abbiamo affermato nel Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”.

“L’idea dominante nelle politiche nazionali di questi anni è stata quella di un welfare poco più che caritatevole - ha sottolineato l’assessore regionale alle politiche per la salute Carlo Lusenti – noi siamo andati controvento e dobbiamo continuare in questa direzione.” “Azzerare il Fondo per la non autosufficienza ha significato trovare un capro espiatorio sociale”, ha sottolineato l’assessore. La sottosegretaria Guerra ha annunciato la volontà di ricostituirlo, la discussione è appena avviata, ma dobbiamo fare ogni sforzo in questa direzione”.

Gli obiettivi strategici individuati dal Piano: il 2012 anno europeo dell’invecchiamento attivo

Tra i temi al centro della conferenza anche l’Anno europeo per l’invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni, proclamato dall’Unione europea per il 2012. “Un’occasione ulteriore – ha spiegato l’assessore regionale alle politiche sociali Teresa Marzocchi – per valorizzare il protagonismo degli anziani nelle nostre comunità in un rapporto sempre più forte e di dialogo con i giovani. È una grande sfida che abbiamo davanti, ma che non ci coglie impreparati: gli anziani sono già una parte viva e propositiva delle nostre comunità.”

Marzocchi ha ricordato l’importanza del Par come percorso di compartecipazione e si è soffermata tra l’altro sull’importanza dell’integrazione tra le diverse politiche di settore, dalla casa, ai trasporti, alla sanità, alle nuove tecnologie; sulla necessità di valorizzare il ruolo degli anziani nell’associazionismo e nel volontariato e sull’obiettivo di potenziare gli interventi di domiciliarità, mettendo a rete le tante esperienze innovative presenti sul territorio.

Gli anziani in Emilia-Romagna.Tra 20 anni circa un terzo avrà più di 80 anni

Gli anziani residenti in Emilia-Romagna sono oltre 986 mila, pari al 22,3% del totale della popolazione regionale (dati al 1° gennaio 2011 - fonte: RER, Servizio controllo strategico e statistica). Gli ultrasettantacinquenni sono circa 517 mila (11,7% della popolazione complessiva) e le persone che hanno superato gli ottant’anni risultano 314.652 (7,1%). La componente femminile è prevalente e costituisce il 57,6% dei residenti di 65 anni e oltre e sale al 65% tra i grandi anziani (80 anni e oltre).

Nell’ultimo decennio l’incidenza della popolazione anziana è inizialmente aumentata, passando dal 22,2% del 2001 al 22,8 del 2007, anno in cui il trend si è invertito, fino a giungere all’attuale 22,3. Negli ultimi anni i ritmi di crescita della popolazione anziana sono risultati inferiori a quelli della popolazione giovanile; se questa tendenza dovesse continuare si giungerebbe a una sostanziale stabilità del “peso” degli anziani.
Le previsioni demografiche indicano nel periodo 2010-2030 una crescita complessiva della popolazione anziana (65 e oltre) che potrebbe superare il 20%. In particolare l’incremento sarà concentrato sui grandi anziani che aumenteranno di circa il 29%: tra 20 anni, circa un terzo degli anziani residenti in regione avrà più di 80 anni.

Negli ultimi anni, tuttavia, va segnalata una ripresa della natalità in regione che, accompagnata da una consistente dinamica del saldo migratorio interno ed estero, ha invertito la tendenza dell’indice di vecchiaia (numero di anziani presenti in una popolazione ogni 100 giovani). L’indice diminuisce per effetto degli incrementi che hanno caratterizzato la popolazione in età giovanile, più marcati rispetto agli aumenti della popolazione in età senile. Il valore dell’indice passa da 196,8 anziani su 100 giovani nel 1999 a circa 167 anziani su 100 giovani nel 2011.

Da una comparazione tra i valori dei principali indicatori demografici calcolati per l’Emilia-Romagna, per l’Italia e per l’Europa, risulta che questa si configura come una regione complessivamente anziana, con indice di vecchiaia e percentuale di persone con 65 anni e più, superiori sia al dato nazionale sia a quello europeo, anche se il trend mostra una tendenza al ringiovanimento. L’indice di vecchiaia infatti (167,3) è di circa 56 punti più alto rispetto a quello europeo (111,3) e 23 in più rispetto alla media italiana (144,5).

Dall’indagine multiscopo Istat “Aspetti della vita quotidiana” emerge come in Emilia-Romagna la quota di famiglie costituite da un solo componente di più di 65 anni sia aumentata, passando da poco meno del 12% al 14,08%. Nel 2010 il 27,65% degli anziani emiliano-romagnoli vive solo: si tratta di più di 270mila persone. Il 30% degli ultrasessantacinquenni dichiara – sempre nell’indagine multiscopo – di stare bene o molto bene, mentre il 19% ritiene di essere in cattive condizioni di salute. Più della metà degli ultrasessantacinquenni (dati 2009) pratica sport o qualche attività fisica per mantenersi in forma; il 36,5% ascolta la radio (media italiana del 34,9%).

Nei dodici mesi precedenti l’intervista Istat in Emilia-Romagna ha utilizzato il computer il 6,8% delle persone anziane (in Italia il 6,4%). Per quanto riguarda, infine, la percezione della propria sicurezza, tra le persone di 65 anni e oltre il 14,8% dichiara di provare poca sicurezza e il 7,7% nessuna sicurezza quando esce da solo ed è buio.


data di creazione: 02/02/2012
data di modifica: 02/02/2012
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