Un
documento poderoso già trasmesso al Governo nei mesi scorsi e che può ora essere consultato per scoprire e capire come le diverse amministrazioni intendano
aggiornare i propri sistemi e dunque indirizzare la spesa IT, destinata a costituire una fetta importante della spesa pubblica italiana informatica e ad interessare, di conseguenza, numerosissime imprese e fornitori di servizi.
Il Piano è costruito ogni anno dal CNIPA a partire dalle proposte delle diverse amministrazioni, che vengono "coordinate" con le linee strategiche generali e integrate: si tratta dunque del documento che contiene
quello che dovrebbe accadere per - dice il CNIPA - "migliorare i servizi, rendere più trasparente l'azione amministrativa, potenziare i supporti conoscitivi per i decisori pubblici e contenere i costi dell'amministrazione". Qualcosa, dunque, che interessa da vicino anche il contribuente che voglia capire come verranno spesi i suoi soldi.
Punto primo è il
Codice dell'amministrazione digitale, destinato a rivoluzionare il modo in cui la PA opera e in cui si rapporta con il cittadino e l'impresa. Il secondo "nodo" delle strategie è lo
sviluppo di servizi verso i contribuenti: nei prossimi tre anni aumenterà l'offerta in Internet, lo sviluppo di contact center telefonici e, dice il CNIPA, di servizi via televisione digitale terrestre. Al centro poi
protocollo informatico e gestione documentale, sistemi di gestione del personale e sistemi contabili.
Nel
futuribile, il cuore della PA pulsa per un
sistema informativo federato, frutto di un modello di Stato federale, che preveda una cooperazione paritaria e non gerarchica tra i diversi soggetti istituzionali. Ci sono PA che già si muovono in questa direzione nei settori sanitario, occupazionale e di gestione del territorio e dei beni culturali. Si muovono anche l'Istruzione e l'Agricoltura.
Tra gli interventi in corso e previsti per il triennio di maggiore interesse c'è la
razionalizzazione delle risorse tecnologiche. Da un modello di
informatica distribuita, ovvero la messa a disposizione di risorse elaborative in prossimità degli utilizzatori, si va verso un modello di
informatica condivisa, soprattutto grazie allo sviluppo della
banda larga a basso prezzo e all'ottimizzazione degli apparati esistenti: l'idea è riorganizzare e ri-accentrare le risorse, per spendere meno e meglio.
Da segnalare, invece, che fino ad oggi il
Sistema pubblico di connettività (SPC) che avrebbe dovuto
rivoluzionare la comunicazione tra amministrazioni pubbliche viene sostanzialmente snobbato dalle amministrazioni. "In alcuni casi - spiega il CNIPA - esistono specifici progetti, ma non sempre sono individuate, nei piani delle amministrazioni, esplicite iniziative di migrazione, che rientrano spesso nei più ampi progetti di evoluzione dei sistemi e delle infrastrutture". Ad ogni modo entro il 2007 saranno pronti i "servizi di interoperabilità evoluta" e successivamente quelli di "cooperazione applicativa" che dovrebbero dare un forte impulso all'SPC.
Da parte sua, il CNIPA cita tra le proprie iniziative il
centro di competenza sul riuso del software varato nei mesi scorsi per ridurre costi e tempi di sviluppo all'interno della PA nonché il porting in "modalità ASP" di sistemi della Ragioneria generale dello Stato. Il CNIPA vanta anche l'avvio di progetti di
riorganizzazione delle infrastrutture informatiche della PA che, insieme alla ristrutturazione di apparati e servizi, inizieranno a impattare sulle attività della PA già nei prossimi mesi.
E c'è ancora il CNIPA dietro l'attivazione del
Centro Unico di Backup degli enti previdenziali e assicurativi (CUB), operativo da giugno del 2005, al quale attualmente aderiscono INPS, INAIL, IPOST e INPDAP.
Il CNIPA continuerà poi a lavorare sui
portali di Stato, come il
Portale per i servizi alle imprese, visti come una modalità di accesso rapido ad informazioni e servizi. Tra le novità in arrivo, l'istituzione del
Centro di Competenza sulla customer satisfaction, "che - spiega il CNIPA - eserciterà una funzione di promozione e indirizzo della pratica della misura della soddisfazione degli utenti riguardo l'utilizzo dei servizi on line della pubblica amministrazione".
Tra le
tecnologie innovative che si intendono introdurre per migliorare efficienza e servizi si citano VoIP, connettività wireless, mobile government, biometria e RFID.